Piove, e l'aria è tornata fredda e tagliente come una menzogna.
Una donna seduta in macchina col finestrino leggermente abbassato fuma una sigaretta e guarda fisso davanti a sé la piatta desolazione della campagna fatta di campi che sembrano volersi riaddormentare distesi fino ai piedi degli alberi che delimitano la strada.
Il cielo è tutto uguale: tutto grigio, uniforme come una coltre che filtra avara la luce del mattino.
I suoi pensieri hanno lo stesso colore.
Forse è solo che oggi si sente sola...
Sola nonostante le centinaia di persone a cui sorride ogni giorno al lavoro, sola nonostante le urla dei ragazzi che litigano in casa per il telecomando sola nonostante la musica dell'autoradio che quasi non sente più.
Non si arriva a più di quarant'anni senza un buon bagaglio di errori, delusioni e rimpianti... senza ferite con cui convivere. Indossiamo corazze perché pensiamo che così nessuno potrà più farci soffrire, poi ci accorgiamo che non ci proteggono affatto: servono solo a nasconderci dagli altri così che non possano vederle, le nostre ferite.
Avete mai detto alla vostra donna 'ti amo' senza che lei ve lo chiedesse?
Avete mai detto a vostra figlia 'ti voglio bene' senza che lei vi abbia chiesto 'papà mi vuoi bene?'
Avete mai detto grazie a vostra madre se non quando vi mette il pranzo in tavola?
O teso per primi la mano ad un amico senza sapere se lui l'afferrerà per stringerla?
Non avete idea di quanto lo apprezzerebbero... quanto magari in quel momento ne avrebbero bisogno...
Quella donna ha imparato anche troppo presto a piangere e ha imparato a
nascondere le proprie lacrime per pudore, per vergogna o per riguardo ma oggi
sogna ancora il calore di una mano che le asciughi una lacrima sul viso.