Una telefonata unisce due voci lontane chilometri.
Son due amiche,:hanno condiviso tutto fino a dieci anni prima, hanno tenuto i segreti quando dovevano farla franca coi genitori, hanno parlato dei primi morosi, una è stata al matrimonio dell'altra e ancora oggi che la vita le ha portate lontane si sentono regolarmente.
Eppure il tempo, i chilometri, le esperienze condivise solo attraverso lunghe telefonate, diciamolo, un po' logorano anche un'amicizia come questa... o forse no: magari la conservano più che se si vedessero ogni giorno, ma la conservano come allora, come se una fosse sempre la stessa, l'altra anche.
Non è così: il tempo ha lo stramaledetto vizio di cambiare ogni cosa di quello che viene subito dopo, persone comprese.
E ognuna di loro sa benissimo che l'altra è cambiata almeno quanto lo è lei.
Così ci sono state altre amiche, più vicine, per non sentirsi soli, per sentirsi accolti.
Ma 'amico' non è una parola univoca.
'Amico' è il compagno di banco delle elementari.
'Amico' è chi ha diviso le tue battaglie anche solo per un po'.
'Amico' è il collega che non ti ha pugnalato alle spalle quando altri lo facevano.
'Amico' è un uomo che ti ha dato il piacere di una notte senza per questo volerti cambiare.
'Amico' è un estraneo che ti ha visto cadere e ti ha aiutato ad alzarti nel momento più difficile della tua vita e ti basta tenerlo nel cuore per non sentirti mai più sola.
Ma soprattutto 'Amico' è qualcuno a cui vuoi (o hai voluto) bene e non hai paura di dirglielo, perché non è tanto quello che ci danno gli altri, quanto quello che parte da noi verso gli altri a farci star bene o male, a farci sentire soli o accolti.